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CORTONA E LA CHIESA DI SANT'ANGELO
Cortona, l'antica città etrusca
Un incontro con Cortona è un incontro con l’arte, con la storia, con il misticismo. Conoscere questa città “fuori del tempo” costituisce un’autentica scoperta del passato. Cortona conserva gelosamente, dentro le mura etrusche, le testimonianze di una nobilissima civiltà. Cortona può offrirvi queste testimonianze ed insieme un panorama incantevole tra il Lago Trasimeno e gli Appennini
Dai suoi 600 metri d'altezza domina l'intera Valdichiana e lo sguardo si perde all'orizzonte fino a scovare le cime dell'Amiata. L'aspetto medievale degli edifici e i vicoli conferiscono alla città un'atmosfera molto coinvolgente. La Basilica di Santa Margherita e il Santuario Francescano delle Celle invitano il turista a scoprire Cortona dall'alto, offrendo un itinerario di arte e di fede a pochi passi dal centro storico. Camminando, invece, in Ruga Piana, attuale via Nazionale, unica via pianeggiante della città, s'incontra piazza della Repubblica, dominata dal medievale Palazzo Comunale, Palazzo Casali, un tempo residenza della nobile famiglia cortonese ora sede del Museo dell'Accademia Etrusca. Le sale ospitano un'interessante raccolta di reperti archeologici etruschi e romani. All'estremità nord della città, di fronte alla Cattedrale è il Museo Diocesano, un piccolo forziere che custodisce opere di grandi artisti locali quali Luca Signorelli e una delle più belle Annunciazioni del Beato Angelico. Fuori città, ai piedi della collina, si trovano i Meloni I e II del Sodo, tombe etrusche ad ipogeo del VI secolo a.C. In direzione di Foiano della Chiana si incontra l'Abbazia di Santa Maria a Farneta che, con la sua cripta, rappresenta una delle più antiche espressioni del romanico aretino.
Oltre all'obbligatoria visita alla città, non dimenticate di visitare la Chiesa di Sant'Angelo, situata a meno di 100 metri dalla nostra struttura.
ITINERARI CONSIGLIATI
Cortona oltre che per la sua bellezza artistica è un'importantissima meta turistica anche per la sua posizione geografica strategica. infatti soggiornando a Cortona è possibile visitare con brevi spostamenti numerosi centri ad alto interesse culturale ed artistico come Firenze, Siena, Perugia, Pienza, Montepulciano, Montalcino, il Lago Trasimeno, Arezzo, Assisi, Gubbio, Orvieto, Spoleto, ecc...
LA CHIESA DI SANT'ANGELO a Metelliano
Si va a questa bella chiesa romanica posta a sud-est di Cortona, ai margini della Val d'Esse seguendo la via già ricordata che dal Borgo di S. Domenico porta a Le Contesse, al Palazzone e a Metelliano. Il toponimo Metelliano è un chiaro prediale romano dicente ordine ai possessi della famiglia Metellia ben attestata a Cortona anche per le cariche pubbliche ricoperte dai suoi membri;
È certo che questa zona intorno a Sant'Angelo fu molto abitata al tempo etrusco e romano come dimostrano i molti reperti elencati da Don Bruno Frescucci tra i quali, notevoli, i resti di una villa romana dell'età imperiale ritrovati nel 1881.
L'edificio sacro che oggi si vede risale con grande probabilità al sec. XI ma la chiesa già esisteva almeno dal sec. VIII come dimostrano i frammenti di scultura altomedioevali che vi si trovano;
Quello che però è difficile precisare è il motivo per il quale in questo posto sorgesse una chiesa già pregevole nelle sue fattezze altomedioevali e splendidamente ricostruita in stile romanico nel sec. XI. Infatti mancano del tutto indizi per ritenerla chiesa plebana o chiesa monastica; né è pensabile che sia stata fatta costruire dalla povera gente della campagna. Una pista può esserci suggerita dal santo titolare, S. Angelo e cioè S. Michele Arcangelo; come si è detto più volte i longobardi ebbero grande devozione verso l'arcangelo «guerriero» il quale, a parte altri motivi, ricordava loro il dio pagano nazionale Odino. Non è perciò fantasia infondata pensare ad una fondazione di qualche signore longobardo avvenuta nel sec. VIII. E dal celebre e discusso documento di Enrico II, del 1014, sappiamo che a questa data la chiesa era diventata possesso dell'Abbazia di Farneta, probabilmente per donazione della famiglia che l'aveva fondata. Se è così non ci rimane difficile spiegarci come la ricca e potente Abbazia, allora al suo apogeo, dopo aver rinnovata la propria chiesa abbaziale durante il sec. X abbia poi, nel sec. XI, provveduto a ricostruire più sontuosamente la già pregevole chiesa alto medioevale di S. Angelo.
Purtroppo la chiesa di S. Angelo dovette subire nel corso dei secoli successivi, specialmente nel Cinque-Sei-Settecento, interventi, rifacimenti e trasformazioni in tutti i sensi che la ridussero al miserabile stato in cui si vedeva ai primi del nostro secolo. L'opera di restauro e di ripristino fu iniziata nel 1905-1906 con la demolizione delle sovrastrutture aggiunte sia all'esterno che all'interno. Lavori che vennero ripresi con maggior rigore critico nel 1960-61 e che ci hanno ridato la chiesa come oggi si vede. Nel 1907 è stata dichiarata monumento nazionale.
Il visitatore che oggi, alle soglie del Duemila, viene a S. Angelo a Metelliano, si trova davanti a un edificio di quasi mille anni fa, che conserva ancora in gran parte intatto il suo mistero storico ed artistico.
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